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La fiaba di Miss Normativa

C’era una volta in un lontano paese, che forse non c’è, una bimba, viziata nell’anima, capricciosa nella vita quotidiana. Frequentava suo malgrado una scuola con tanti bambini ognuno con i propri difetti evero, ma lei superava ogni aspettativa, che persino il Burbero Maestro ne traeva difetto.
Dispettosa e civettuola, un giorno, nell’ora di ricreazione con gli altri bambini, chiacchierando di doveri e diritti nella scuola,  lei asserì che aveva dei diritti, c’erano delle normative che la tutelavano e che andavano rispettate e  lei le seguiva perchè era giusto. Ahimè pensarono alcuni bambini lei pensa ai diritti ma in quanto doveri non ne menziona alcuno. Difatti da allora fu soprannominata Miss Normativa.

La bimbetta era anche cagionevole di salute, infatti non riusciva a fare una settimana intera a scuola, il venerdì o il lunedì ma magari anche entrambi a volte lei si assentava perchè malata…forse è per questo che era così, la vita l’aveva resa malaticcia e lei si ribellava frignando…

Un dì, il Burbero Maestro decise di dare un compito alla bimbetta capricciosa ed incaricò due compagni molto diligenti di aiutarla nel compito troppo arduo assegnatole, a dir vero non all’altezza delle sue capacità.
La bimba capricciosa, storse subito il  nasetto, frignò, si agitò, sbatteva la testa che quello non era il suo compito lei non era tenuta ad eseguirlo, non voleva, non voleva, ma il Burbero Maestro la convinse che per il suo bene doveva farlo e che avrebbe ricevuto l’aiuto dai suoi due compagni di classe e che iniziasse a fare prove sul compito che doveva svolgere.

Miss Normativa si mise di malavoglia all’opera, digrignava i denti, non riusciva, la sua mente era talmente offuscata e annebbiata dalla rabbia, dall’affronto che aveva subito che ogni passo che faceva commetteva errori su errori, nonostante i consigli.  Ahimè per i suoi compagni di classe che furono costretti a fare  loro il tutto. Miss Normativa purtroppo era troppo abbituata ad avere tutto pronto, tutto facile e quel compito per lei era assai arduo!.
Passavano i giorni e tanto frignò, tanto fece, che la maggior parte del compito a lei assegnato fu svolto dai suoi compagni che le erano stati assegnati per dargli un aiuto, i poveri bambini ricevettero anche molti rimproveri dal Burbero Maestro a causa sua. Miss Normativa frignava, si lamentava dal Maestro che non riceveva aiuto sufficiente che non errano errori commessi da lei!!, lei non c’entrava nulla!!, lei lei lei ooohh leiiiii noooooo…. Finchè un giorno sbottò dal Burbero Maestro andò a lamentarsi di brutto, ma nulla ottenne, il Burbero Maestro la invitò a chiarire con i due compagni che dovevano aiutarla. Ma la bimbetta capricciosa, capì, che suo malgrado nonostante l’impegno frignatorio non poteva perorare la sua causa, i suoi compagni gliel’avrebbero suonate di santa ragione davanti a tutta la classe e specialmente davanti al Burbero Maestro facendole fare una figura pessima davanti a tutti.

Allora Miss Normativa vistasi sconfitta, escogitò un’altra mossa, andò dal Preside e pretese che per il compito assegnatole, seppur svolto da altri le si riconoscesse un premio: lei lo svolgeva in giorni festivi, lei aveva una vita da vivere non poteva di qui, non poteva di là, non era giusto, c’erano delle normative da rispettare, tanto frignò tanto sbraitò che ottenne il premio dal Preside. I due compagni che avevano svolto gran parte del compito servendoglielo su un piatto dorato, e che altre volte questo stesso compito loro avevano svolto senza fiatare e senza frignare, rassegnati piegarono le spalle e se la presero nello sgnaus.

Fine della favoletta, la morale e’ assai chiara al lettore leggere tra le righe e trarre la propria.

n.b.: Favoletta di pura fantasia, nessun personaggio citato e’ esistente, chi si dovesse suo malgrado riconoscere nella favola di cui su, puo’ solo prendersela nello sgaus e farsi un esamino di coscienza, del resto è stato solo un caso e l’autore non e’ responsabile per il suo genio fantasioso.

Enojy =)

L’incapacità non ha limiti.

E’ proprio così, l’incapacità non ha limiti, anche se a volte non si tratta di incapacità ma proprio di volontà di fare determinate cose. Svogliatezza, scazzo, rottura di coglioni,  fanno si che scatti nella mente delle persone un blocco mentale che non gli permette di assimilare concetti basilari per fare certe cose. Seguire un semplice manuale, check list, che spiega col cucchiaino passo passo come operare, illustrando tutte le esperienze fatte in un sharing convulsivo ed esaustivo, diventa difficile.  Permettendosi anche l’ardire di dire che era scritto male, non si capiva.La domanda nasce spontanea anzi due domande: “chiamare chi ha scritto il manuale o check list e chiedere delucidazioni? ” troppo difficile mi sa.  ” Ma che cazzo vuoi capire?, del resto tu non fai l’informatico/a quindi non sai cosa significhi: sposta quel file dalla cartella A a B facendo un semplice copia/incolla di merda“.

Nel  mio carattere, nella mia vita informatica, ho sempre sbattuto la testa nei problemi,ho sempre cercato di risolvere da me, problemi che man mano  ho incontrato,  “nessuno nasce imparato”, questo mi ha permesso di ampliare le mie conoscenza e di fissare nella mia mente le nozioni necessarie affinché davanti  a un determinato problema lo possa risolvere con estrema facilità.  E’ ovvio che quando non riuscivo chiedevo e chiedo aiuto a chi ne sa più di me, in rete o attraverso conoscenti.

Purtroppo certa gente è incapace di risolvere da solo un problema leggendo e informandosi, vogliono la pappa pronta a volte cercando di inculare il prossimo. Alla fine resteranno solo incapaci nella loro incapacità.  Cose che mi lasciano davvero con l’amaro in bocca e con i coglioni girati.