Hackman e il Teamwork, Leadership and Group Performance

Leggevo qua e la per il web sull’argomento e ho trovato numerosi spunti di riflessione del Dott. J. Richard Hackman
docente di Social and Organizational Psychology alla Harvard University in merito a come i team non funzionano, la convinzione diffusa che un team rende creativi, produttivi e che  più grande è e piu’ produce è errata, ricerche alla mano lo dimostrano.

Secondo Hackman i team la maggior parte delle volte non concordano su ciò che la squadra dovrebbe fare, o inverosibile su chi ne fa veramente parte. La convinzione che il team più grande è meglio è, complica notevolmente il problema: man mano che il team cresce, cresce in maniera esponenziale lo sforzo per gestire il rapporto tra i membri. I leader devono quindi mantenere in maniera drastica un limite di  10 componenti, ed escludere dallo stesso alcuni come ad esempio chi ha tendenze a distruggere il lavoro di squadra. I leader devono pianificare la direzione di marcia per tutto il gruppo di lavoro, questa non priva di resistenze che li possono condurre a pericoli.
Hackman illustra anche le trappole a cui i team vanno in contro ad esempio alcuni membri consolidati di un team entrano spesso in stallo, anche se di fatto le ricerche dimostrano che un team nuovo commette il 50% di errori in pù rispetto ad un team consolidato. Per evitare lo stallo, comunque, ogni gruppo di lavoro ha bisogno di un deviante, una persona che smuova le acque che apre il gruppo a nuove tecnologie ed idee. Purtroppo nella realtà questo genere di persone vengono estromessi dai gruppi perdendo così una grossa opportunità.

Riassumendo i punti salienti del pensiero di Hackman sono:

  • Delimitare il team in modo che tutti sappiano chi ne fa parte e chi no. (condizione che in molti casi non avviene)
  • Esclusione dal team di quelle persone che non hanno vocazione al lavoro di squadra.
  • L’efficienza e il raggiungimento dei risultati crea un clima positivo nel gruppo, non viceversa.
  • Il team deve avere il tempo di consolidarsi, nuove implementazioni posso creare problemi.
  • Una figura che fa da  “deviante” che permette al team di evolvere in termini di creatività e apprendimento
  • Il leader anche fosse il migliore non è in grado di far funzionare bene un team, tutto quello che può fare è lavorare per aumentare le probabilià di successo. in definitiva è il gruppo stesso che decide il proprio futuro.
  • I primi minuti di instaurazione del sistema sociale del gruppo sono i piu’ importanti,  determineranno la direzione e la relazione tra il team leader e gruppo.

Cose molto interessante che purtroppo nella mia esperienza lavorativa mi sono trovato spesso davanti sia da un lato che dall’altro, ciò che Hackman sostiene è che gestire un gruppo non semplice ma bastano a volte poche semplici considerazioni a far si che questo funzioni, io credo soprattuto dall’aspetto umano, cercando di tenere un clima sereno in primis dal leader che gestisce il gruppo.

Fonti di riflessione:
Harvard Business Review
Lucabauiguini dot com
You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.